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Lo "Observer" di Londra e la tedesca "Focus" hanno scritto che noi abbiamo il miglior gelato d'Europa. Sull'americana "Epicurious" (un gioco di parole nel titolo che suona come "epicurioso") Faith Willinger ci ha fatto una recensione molto positiva, e includerà nel suo prossimo libro di ricette il nostro sorbetto allo champagne e arancia e i nostri scone allo zenzero. Sulla rivista Gambero Rosso (settembre 2004) è uscito un pezzo sull'arte e filosofia del Gelatauro.
Abbiamo aperto la nostra gelateria nel 1998, e nel 2003, quando ci siamo trasferiti pochi metri avanti (in via San Vitale 98) abbiamo aggiunto alle nostre offerte cioccolatini fatti a mano e pasticceria artigianale, nonché una selezione di vini e conserve di frutta. Quando fa freddo offriamo anche cioccolato caldo (sempre di produzione artigianale) e pasticcini, mentre quando è più caldo offriamo una selezione di granite di cioccolato, caffè e frutta fresca. Le granite di cioccolato e caffè vengono servite anche con panna montata in bicchiere, o anche (come si usa in Sicilia e in alcune zone del Sud Italia) dentro a una brioche. L'offerta di gusti alla frutta spazia dalla classica granita al limone al limone con menta fresca, melone e gelsomino e fichi e gelsomino: le serviamo in bicchiere con un po' di gelato allo yogurt (o con altri gusti a scelta). Gli stessi gusti, con altra consistenza, danno vita ai nostri ghiaccioli, che hanno un valore artistico aggiunto: una volta finito il ghiacciolo, il nostro cliente troverà una massima classica (greca o latina) stampata sullo stecco, riferita (come è giusto) al consumo di ghiaccioli (quasi sempre all'insaputa dell'autore).


L'idea di fare filosofia con i ghiaccioli è di Angela Lorenz, responsabile anche dell'idea e dei testi di questo sito: Angela Lorenz è un'artista statunitense, che si è talmente familiarizzata con l'Italia da sposare uno dei tre fratelli Figliomeni (i proprietari, gestori e fondatori del Gelatauro); già prima di incontrare Gianni, Angela Lorenz aveva conosciuto Bologna come studentessa d'arte, con una borsa di studio della Brown University. A lei si devono anche il logo della gelateria, la cui concezione visiva è ispirata a un mosaico della chiesa ravennate di San Vitale (già: se uscendo dal Gelatauro girate a sinistra, percorrete via San Vitale fino a Porta San Vitale; quindi seguite la strada di San Vitale, arrivate a Ravenna, nei pressi della chiesa di San Vitale). Altri suoi acquerelli esposti dentro la gelateria riprendono la tecnica e l'estetica del mosaico nel rappresentare gli ingredienti del gelato, con la storia (in italiano e in inglese) di ogni alimento.
Completano l'arredo artistico tre vetrine di scatole, memorabilia e parafernalia legate a caffè, tè, cioccolato e, naturalmente, gelati. L'unico contributo commestibile della Lorenz al negozio sono i biglietti da visita in amido di patate stampati con inchiostri alimentari. Ma sta lavorando a un progetto di meridiana su torta gelato (se ci pensate un attimo, ha una sua logica: è una specie di timer naturale). Ma altre idee stanno bollendo in pentola, metaforicamente parlando: le trovate nella sezione arte di questo sito.

Ma non sono solo le particolarissime decorazioni a sorprendere la clientela di questa gelateria da degustazione; come è giusto, oltre all'occhio, grande importanza è data al naso e alla gola. I proprietari, calabresi, hanno in Calabria i propri limoni, mandorli e fichi (biologici): quando è la stagione giusta, si fanno mandare le arance per il sorbetto alle arance e il gelato al cioccolato e arancia. Molti altri gusti del banco frigo rispecchiano fedelmente le loro radici meridionali. I fratelli Figliomeni mischiano i migliori pistacchi siciliani con mandorle e Pan di Spagna per dar vita al loro "Re delle due Sicilie"; altrettanto regale è il "Principe di Calabria", un gusto al latte che combina due essenze calabresi: gelsomino e bergamotto; altrettanto nobile (nel gusto, se non nel nome) è la gustosa "Crema del Pastore" (ricotta, uova e caffè tostato). Come spesso capita, alcuni gusti sono meridionali "di ritorno": è nei viaggi che facciamo che a volte ritroviamo le nostre origini; capita con il gusto al finocchio, ispirato a una visita a Genova, dove un vecchio pasticciere vende semi di finocchio glassati come regalo per le madri in allattamento, per incoraggiare la produzione di latte: il finocchio selvatico è diffusissimo nelle campagne calabre, e così i Figliomeni lo hanno mischiato al loro latte di alta qualità per dar vita al loro gelato al finocchio. In modo simile, è solo da una visita in Friuli che nasce il gusto "Formaggio e pere", ispirato non tanto al proverbiale contadino quanto a un piatto friulano di pere grattugiate su una purea di ricotta e taleggio: il gelato ha un delicato aroma di pera che lascia un piacevole retrogusto di formaggio.

Viaggiando ancora più lontano, il Gelatauro ha accolto fra i suoi principali ingredienti lo zenzero, che arriva dall'Australia (zenzero cristallizzato da agricoltura biologica); al giorno d'oggi lo zenzero è un gusto esotico per noi italiani, anche se era diffuso già nel Medioevo.
Alla fine dell'estate si aggiunge alla lista "esotica" un frutto che oramai è di casa in Calabria, il "Fico d'India" ottimo per i sorbetti (che possono essere rosa o aranciati a seconda del colore dei fichi).
Later in the fall, persimmon comes into season, along with concord grape.

Al Gelatauro, come è giusto, si trovano anche tutti i gusti più "tradizionali", prodotti artigianalmente usando i migliori ingredienti, facendo un punto d'onore nell'usare esclusivamente prodotti biologici (farina, zucchero, burro, frutta e latte) e nell'evitare l'uso di colori artificiali, additivi o conservanti per ogni prodotto di gelateria o pasticceria. Il Gelatauro, inoltre, non usa grassi vegetali, cosa che poche pasticcerie o gelaterie possono vantare in Italia di questi tempi, purtroppo (i grassi vegetali e il latte in polvere possono essere conservati senza bisogno di essere tenuti in frigo, e costano molto meno: i limiti di spazio e il desiderio di avere maggiori margini profitto portano quindi molte gelaterie - anche "artigianali" - a vendere un prodotto più pesante da digerire). Il gelato del Gelatauro ha solo il 7 % di grassi (meno della metà di quello che può essere considerato un gelato americano di alta qualità).

Ad ogni modo, tutte queste sono solo precisazioni: il gusto parla da sé; ogni nostro prodotto nasce dalla nostra passione e dal nostro tentativo di cercare sempre gli ingredienti migliori, cercandoli presso i piccoli produttori in Italia, così come in Australia o Sud America (i piccoli produttori sono anche quelli promossi dalla rete del Commercio Equo e Solidale o da Slow Food, due movimenti cari al Gelatauro). Per addentrarvi nella nostra storia alimentare, tuffatevi nella lista dei nostri ingredienti: scoprirete cosa è che fa un Gelatauro.